Un cantiere pieno di persone e mezzi non garantisce, da solo, un buon risultato economico. Per capire dove sta andando una commessa occorre confrontare i ricavi finali previsti con tutti i costi necessari a completarla: quelli già maturati e quelli ancora da sostenere.
Un esempio: dal 15% al 5% di margine previsto
Consideriamo una commessa inventata con ricavi finali previsti di 1.000.000 €. Il budget iniziale dei costi è 850.000 €: la differenza di 150.000 € rappresenta un margine previsto del 15% dei ricavi, non un ricarico sui costi.
Durante i lavori i costi maturati raggiungono 400.000 €. La nuova stima del lavoro residuo indica altri 550.000 € di costi a finire. Il costo totale previsto diventa 950.000 € e, a ricavi invariati, il margine atteso scende a 50.000 €, pari al 5% dei ricavi.
Il margine atteso si è quindi ridotto di 100.000 €. Questo cambiamento della previsione non equivale automaticamente a una perdita già realizzata. Il risultato finale dipenderà dall’evoluzione effettiva di costi e ricavi.
Perché i costi a finire fanno la differenza
Il costo a finire è la stima aggiornata delle risorse ancora necessarie per concludere il lavoro. Non coincide necessariamente con la differenza fra budget iniziale e costi maturati. Quantità residue, costi unitari, produttività e durata devono riflettere le condizioni effettive della commessa.
Tre controlli da fare ogni mese
1. Verificare che i costi maturati siano completi, aggiornati e attribuiti alla commessa corretta. Le fatture non ancora arrivate non devono nascondere lavorazioni o risorse già utilizzate.
2. Ricalcolare il lavoro residuo con quantità e costi unitari realistici, includendo le spese di cantiere fino alla conclusione e le attività di chiusura.
3. Verificare i ricavi previsti rispetto al contratto e alle variazioni supportate da elementi concreti, distinguendo gli importi definiti da quelli ancora incerti.
Costi, pagamenti e incassi sono grandezze diverse
Un costo può essere già maturato anche se non è stato pagato. Ricavi, fatture e incassi descrivono fenomeni diversi. Questo esempio riguarda il risultato economico previsto della commessa, non la liquidità disponibile né l’utile netto dell’impresa. IVA, imposte e oneri finanziari non sono trattati.
Occorre inoltre evitare duplicazioni: un costo già compreso nei consuntivi non va aggiunto nuovamente per intero negli impegni o nel residuo. La previsione deve riconciliare ciò che è maturato con ciò che resta da eseguire.
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